«La crisi si è sfogata.»

Sono mesi che sento parlare della crisi come se fosse una malattia da cui presto o tardi guariremo tutti, oppure un evento naturale di quelli che, manifestandosi, fanno un po' di danni ma poi si sa che se ne andrà e tornerà il sereno. Ciò ci consola e ci rassicura. Insomma, se è così non potrà durare in eterno, né potrà peggiorare. Si toccherà il fondo prima o poi.

Penso che sia un modo sbagliato per rappresentarla. La crisi non è né una malattia, né un evento metereologico. La crisi è semplicemente uno degli stati in cui può trovarsi l'economia. Gli altri sono la stagnazione e la crescita. Infatti, l'unica cosa certa che possiamo affermare in questo momento è che, appunto, siamo in crisi. Ogni altra affermazione sul genere di quella contenuta nel titolo sono solo parole in libertà. Tanto quanto quelle preveggenti previsioni del tempo che ci vogliono far sapere in primavera che tempo farà in estate.

Pubblicato da Silvano Sartore, mercoledì 22 luglio 2009, nella categoria vita reale.
Etichetta: crisi.

25 Aprile

Dove vivo si è lottato duramente per la Resistenza e per la Liberazione. In più di mille scesero a valle il 25 Aprile per liberare Torino. Erano passati 20 mesi dall'inizio della Resistenza.
I luoghi che frequento abitualmente, con la bella stagione, dove son solito arrivare in mountain bike oppure a piedi per puro piacere e divertimento, durante la guerra erano i posti dove la gente resisteva. Qui si soffriva la fatica e la fame, il dolore della separazione, in molti non volevano arrendersi e coltivavano il sogno di vivere liberi.
Il Colletto del Forno dove morì il primo di tanti, il pittore Guglielmino. La Maddalena dove gli inglesi sbagliarono il lancio di armi che fini in mano ai tedeschi. Le borgate Mamel e Canalera dove stava la "Geni". Il lago Blu dove si scappava. Il Col Bione da dove si scendeva in Val di Susa. Il Ciargiur e Dogheria dove si inizio già nel Settembre del '43. I Picchi del Pagliaio dove si nascosero dal rastrellamento del Marzo del '44. Il Palè dove c'era il comando di valle. La borgata Forno, capoluogo della Resistenza valligiana, lì dove adesso c'è l'ossario e riposano in trecento. Ferria che fu incendiata. Il colle della Roussa dove si combattè duramente e venne distrutta la Palazzina Sertorio. Selvaggio Sopra dove i tedeschi per rappresaglia deportarono cinquanta persone e incendiarono le case.
La nostra libertà la dobbiamo anche a questa gente e a questi luoghi. Il 25 Aprile è per non dimenticare che i frutti di questa libertà sono l'antifascismo e la Costituzione.
Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi.

Pubblicato da Silvano Sartore, sabato 25 aprile 2009, nella categoria vita reale.

Lo storno

uno storno
Stefano Rivotto 2009 © - Alcuni diritti riservati.

Ho un nuovo collega di lavoro che se ne sta appollaiato sul trave appena al di fuori della finestra del mio ufficio. Ringrazio Stefano per la bellissima foto.

Pubblicato da Silvano Sartore, giovedì 19 marzo 2009, nella categoria vita reale.